Quando si parla di prodotti biologici, prima o poi capita di imbattersi in una sigla tipo IT BIO 006 o IT BIO 009 sull’etichetta. Ed è normale chiedersi cosa significhi davvero, se garantisca la qualità del prodotto e se ci si possa fidare.
Negli anni ho notato che c’è molta confusione su questo tema: spesso si pensa che “bio” significhi automaticamente migliore, più sano o più controllato. In realtà la certificazione biologica è uno strumento utile, ma va capito bene, altrimenti rischia di essere frainteso.
Vediamo quindi, in modo semplice, come funziona la certificazione biologica in Italia, cosa indicano quei codici e come leggere un’etichetta senza farsi prendere in giro.
Chi controlla davvero i prodotti biologici in Italia
In Italia i prodotti da agricoltura biologica sono controllati da organismi di controllo privati, ma autorizzati e vigilati dallo Stato. L’autorità competente è il Ministero dell’Agricoltura (ex MIPAAF), che approva e supervisiona questi enti.
Gli organismi di controllo:
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verificano le aziende agricole e di trasformazione
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controllano le materie prime
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effettuano ispezioni (annunciate e non)
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possono prelevare campioni per analisi
Ogni azienda che vuole vendere prodotti biologici deve obbligatoriamente scegliere uno di questi organismi ed essere sottoposta ai controlli previsti dal regolamento europeo.
Questo significa una cosa importante:
👉 nessuna azienda può “autocertificarsi bio”.
Cosa significa il codice IT BIO sull’etichetta
Quando vedi una dicitura come IT BIO 006, quella sigla non indica il prodotto, ma l’organismo di controllo che ha certificato l’azienda.
La struttura è sempre questa:
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IT → Paese (Italia)
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BIO → metodo di produzione biologico
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numero → organismo di controllo
Esempi molto comuni:
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IT BIO 006 → ICEA
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IT BIO 008 → Ecocert Italia
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IT BIO 009 → CCPB
Queste sono tra le sigle più cercate (e infatti le vedi anche in Search Console). Non indicano che un prodotto sia “più bio” di un altro, ma solo chi ha effettuato i controlli.
Tutti i prodotti con logo bio sono uguali?
No, ed è qui che nasce spesso la confusione.
Dal punto di vista legale, se un prodotto ha il logo biologico europeo, significa che:
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rispetta il Regolamento UE sull’agricoltura biologica
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contiene almeno il 95% di ingredienti agricoli biologici
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è stato controllato da un organismo autorizzato
Ma questo non dice tutto sulla qualità finale del prodotto.
Ad esempio:
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non garantisce che sia più nutriente
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non garantisce che sia locale
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non garantisce che sia sostenibile al 100%
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non garantisce che sia “più sano” in senso assoluto
La certificazione biologica serve a dire come è stato prodotto, non se è “il migliore”.
Come leggere davvero un’etichetta biologica (senza fermarsi al logo)
Oltre al logo bio europeo, sull’etichetta dovresti sempre trovare:
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il codice dell’organismo di controllo (IT BIO XXX)
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l’origine delle materie prime:
Agricoltura UE
Agricoltura UE/non UE
Agricoltura non UE
Questo dettaglio è fondamentale e spesso ignorato.
Un prodotto può essere biologico ma contenere ingredienti coltivati fuori dall’Europa, dove le condizioni ambientali e sociali possono essere molto diverse. Il mio consiglio da consumatrice (prima ancora che da blogger) è sempre questo:
👉 logo bio + origine + lista ingredienti vanno letti insieme.
Certificazione biologica e greenwashing: cosa NON garantisce
Negli ultimi anni il termine “bio” è diventato anche uno strumento di marketing. Questo porta a un rischio concreto di greenwashing, soprattutto quando:
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il packaging è “verde” ma poco trasparente
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il prodotto è bio ma super processato
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il messaggio fa leva su paura o sensi di colpa
Un prodotto biologico certificato rispetta delle regole, ma non è automaticamente:
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più etico
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più sostenibile
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migliore per tutti
Capirlo aiuta a fare scelte più consapevoli, senza estremismi.
Come funziona la certificazione biologica negli altri Paesi UE
Una cosa importante da sapere è che il logo biologico europeo è lo stesso in tutta l’Unione Europea. Questo significa che le regole di base sono comuni.
Quello che cambia è:
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il codice del Paese (FR BIO, DE BIO, ES BIO…)
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l’organismo di controllo nazionale
Ad esempio:
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in Francia i controlli sono spesso affidati a Ecocert
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in Germania esistono enti storici molto rigorosi
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nei Paesi nordici c’è maggiore attenzione anche alla sostenibilità ambientale complessiva
Ma se il prodotto riporta il logo bio UE, deve rispettare lo stesso regolamento, indipendentemente dal Paese.
In conclusione
La certificazione biologica è uno strumento utile, ma non va idealizzato. Sapere cosa significano sigle come IT BIO 006, 008 o 009 permette di fare scelte più informate e di non fermarsi alle apparenze.
Il biologico ha senso se viene capito, non seguito “a scatola chiusa”.
Fonti:
🇪🇺 Unione Europea
Regolamento UE 2018/848 (produzione biologica)https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32018R0848
Sito ufficiale UE – Agricoltura biologica https://agriculture.ec.europa.eu/farming/organic-farming_it
🇮🇹 Italia
Ministero dell’Agricoltura (MASAF – ex MIPAAF)https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202
ICQRF (controlli e vigilanza) https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6142
ICEA – https://www.icea.bio
CCPB – https://www.ccpb.it
Ecocert Italia https://www.ecocert.com/it-IT/certificazione


